DIVENTA SOCIO
NEWS & APPROFONDIMENTI

In montagna con il cane

Boschi, prati e montagne sono luoghi straordinari da vivere insieme al proprio cane. Ma quando entriamo in un ambiente naturale, entriamo anche nella casa di qualcun altro.

Cervi, caprioli, camosci, lepri, volpi, tassi, lupi, orsi e moltissime altre specie condividono quegli stessi sentieri e quegli stessi boschi che noi frequentiamo per qualche ora.

Per questo, una semplice passeggiata richiede qualche attenzione. Non soltanto per proteggere gli animali selvatici, ma anche per la sicurezza del nostro cane.

Il tuo cane non sa di disturbare

Un cane può essere docile, perfettamente educato e non avere mai mostrato alcun comportamento aggressivo. Ma questo non significa che la sua presenza sia sempre innocua per la fauna selvatica.

Un odore, un movimento improvviso o la comparsa di un animale possono attivare l’istinto di inseguimento. Bastano pochi secondi perché un cane si allontani dal sentiero e raggiunga un animale selvatico.

Dal punto di vista del cane può sembrare un gioco.

Dal punto di vista dell’animale inseguito, invece, è una minaccia.

La fuga comporta uno spreco di energie e può diventare particolarmente problematica nei periodi più delicati dell’anno. La presenza di un cane può inoltre spaventare una femmina accompagnata dai piccoli, disturbare aree di riposo o alimentazione e, in alcune circostanze, provocare una reazione difensiva.

Un incontro può diventare pericoloso anche per il cane

Tenere il cane vicino non significa quindi proteggere soltanto la fauna.

Un animale selvatico che si sente minacciato o impossibilitato a fuggire può difendersi. Un cinghiale, per esempio, può rappresentare un serio pericolo per un cane che lo avvicina o lo insegue.

Anche l’incontro con i grandi carnivori richiede particolare attenzione. Un cane libero può avvicinarsi a un animale selvatico, provocarne una reazione e successivamente tornare verso il proprietario, portando con sé una situazione che sarebbe stata facilmente evitabile mantenendolo sotto controllo.

Molti incontri problematici non nascono dalla ricerca dell’uomo da parte dell’animale selvatico, ma dall’annullamento della distanza che normalmente separa i due.

Ed è proprio quella distanza che dobbiamo imparare a rispettare.

Poche regole, una grande differenza

Quando frequentiamo un ambiente naturale con il nostro cane possiamo ridurre enormemente il rischio di disturbo adottando comportamenti molto semplici:

  • teniamo il cane al guinzaglio, soprattutto nei boschi e nelle zone frequentate dalla fauna;
  • non permettiamogli di allontanarsi dal sentiero e addentrarsi nella vegetazione;
  • non lasciamogli inseguire animali selvatici, anche quando pensiamo che non riuscirà a raggiungerli;
  • manteniamo le distanze se incontriamo un animale e lasciamogli sempre una via di fuga;
  • non avviciniamo i piccoli e non cerchiamo di fotografarli da vicino;
  • riportiamo con noi i rifiuti e non lasciamo resti di cibo nell’ambiente.

Sono precauzioni semplici, ma proteggono contemporaneamente il nostro cane e gli animali che vivono in quei luoghi.

La libertà del nostro cane finisce dove inizia quella degli altri

Siamo abituati a pensare al bosco come a uno spazio libero. E lo è.

Ma libero non significa vuoto.

Quello che per noi è il luogo di una passeggiata, di un’escursione o di una vacanza è contemporaneamente un habitat: un luogo in cui altri animali si alimentano, riposano, si riproducono e crescono i propri piccoli.

Tenere il cane sotto controllo non significa privarlo della possibilità di vivere la natura.

Significa permettergli di farlo senza trasformare la nostra presenza in un problema per chi quella natura la abita ogni giorno.

La convivenza con la fauna selvatica non richiede di rinunciare alla montagna. Richiede semplicemente di ricordarci che non siamo gli unici a viverla.

Conoscere. Rispettare. Convivere.